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Normativa europea EU 60335-2-27
Nei Paesi della CEE non potranno essere più immessi in commercio Solarium di nuova produzione con un'emissione (intesa come somma di UVA +UVB) superiore a di 0.3 W/m²/nm.
Come molti sapranno la luce ultravioletta di divide in tre tipi: UVA, UVB e UVC. La diversità di questi tre tipi di ultravioletti sta nella lunghezza d’onda della luce. Senza scendere nella fisica teorica però a noi serve sapere come si comportano questi tre tipi di ultravioletti:
UVA: Sono i raggi con la lunghezza d’onda più alta (400-315 nm (nanometri)). Questi raggi hanno una elevata capacità di penetrazione del derma ma scarsa energia (sembra un controsenso ma è così). Il loro potere abbronzante è molto alto ma, grazie alla loro bassa energia, è molto difficile scottarsi con essi.
Oltre il 95 % dei raggi solari è composto da questo tipo di ultravioletti.
UVB: Sono i raggi con la lunghezza d’onda intermedia (315-280 nm). Questi raggi hanno una media capacità di penetrazione del derma e media energia. Più che ad abbronzare tendono a scottare superficialmente ma hanno il pregio di stimolare la produzione di melanina (la sostanza che, annerita, colora la pelle). Sono presenti in alte percentuali nelle macchine a bassa pressione.
UVC: Sono i raggi con la lunghezza d’onda più corta (280-10 nm). Questi raggi non penetrano nel derma ma rimangono a livello superficiale nonostante la loro energia sia molto elevata. Non abbronzano ma bruciano soltanto. Non sono presenti né nelle macchine abbronzanti di vecchia generazione ne nella luce solare che giunge sulla terra (buchi nell’ozono permettendo). Sono usati a scopi medici per la sterilizzazione degli strumenti.
Ora, alla luce di questi fatti, è semplice quale sia la strada da seguire: aumentare la percentuale di raggi UVA a discapito dei raggi UVB. In questo modo l’energia espressa in W/m2 diminuirà senza che per questo aumenti il tempo di esposizione
Oggi riportiamo alcune news provenienti direttamente dal CEI, il Comitato Elettrotecnico Italiano. Vogliamo in particolare segnalare la pubblicazione della Norma Italiana CAI EN 60335-2-27/A2.
Il fascicolo torna a definire in modo chiaro i parametri di sicurezza di apparecchi domestici dedicati al trattamento della pelle con raggi ultravioletti ed infrarossi.
Il documento è particolarmente interessante, in quanto fornisce indicazioni chiare in merito all’utilizzo degli impianti da parte di disabili, bambini e persone inesperte; si sofferma su alcune specifiche per lampade UV fluorescenti e filtri UV; definisce una lista dettagliata di istruzioni per determinare utenti idonei, distanze di esposizione e misure di irradiazione.
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