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Attivatori solari di qualità

La cute è una struttura molto complessa caratterizzata da numerose cellule, come i cheratinociti e i melanociti. Essi contengono l’enzima tirosinasi necessario per la formazione della melanina. La melanina è il pigmento responsabile del colore della pelle, capace di assorbire la luce e le radiazioni ultraviolette. Se volete ottimizzare i tempi di abbronzatura, potete farlo anticipando le tappe con l’utilizzo di prodotti che vanno a stimolare la melanina così da poter poi avere la pelle già ‘attiva’ quando vi esporrete al sole oppure farlo direttamente durante la tintarella. Esistono sia delle creme che applicate almeno 3 settimane prima operano come idratante ma anche come principio attivo sulla pelle, oppure alcuni solari sono formulati appositamente per avere proprietà stimolanti.

UN ATTIVATORE SOLARE DI QUALITA':

CONFERISCE un’abbronzatura più rapida, intensa e più dorata grazie ai numerosi principi attivi…..

RESTITUISCE sali minerali e idratazione alla pelle….

CONTRIBUISCE a mantenere elasticità della pelle…..

COMBATTE i segni dell’ invecchiamento epidermico….

FORNISCE protezione vitaminica contro i radicali liberi….

….con profumazioni delicate, esotiche, rinfrescanti con principi attivi studiati per eliminare l’odore dopo l’ esposizione solare…

FORTUNATAMENTE, GLI ESPERTI CI RASSICURANO, IL SOLE NON E’ MALATO COME QUALCUNO VUOLE FARCI CREDERE, LA PAROLA D’ORDINE è PRUDENZA.

L’applicazione di una protezione solare adeguata e il rispetto di alcune semplici regole saranno sufficenti a evitare che la nostra pelle resti danneggiata da scottature o fastidiosi eritemi. Il fattore di protezione è un elemento fondamentale che deve orientare sulla scelta di una crema solare, deve essere espresso da un numero ben in evidenza sulla confezione ed indica quante volte è possibile moltiplicare il tempo di permanenza al sole, prima che la pelle si scotti. Il punto più importante da evidenziare è che non esiste alcuna crema che abbia un fattore di protezione totale. Le nostre Protezioni solari garantiscono come da Normativa Europea la protezione sia dai raggi UVB che UVA.

 

La Vitamina D aiuta il cuore

Mangiare più pesce (tonno, salmone e aringhe) fa bene al cuore. Meglio, un apporto costante di vitamina D è una buona garanzia di salute per il muscolo cardiaco. Lo dice uno studio dell’Università Statale di Milano appena pubblicato sulla rivista Nutrition, Metabolism &Cardiovascular Diseases.

“Uno studio importante - sottolinea Elena Dozio, dottoressa del dipartimento di Scienze Biomediche per la salute - perché per la prima volta si guarda al monitoraggio del livelli di vitamina D ed al mantenimento di valori ottimali della stessa come ad un importante strumento di prevenzione nell’ambito delle patologie cardiache”.

I ricercatori hanno trovato un dato che lasciava poco spazio ai dubbi: l’80 per cento dei pazienti con patologia coronarica presentava una carenza di vitamina D. Il passo successivo è stato individuare il legame tra la questo fenomeno e l’infiammazione del grasso viscerale che circonda il cuore. Più i livelli di vitamina D diminuivano e più aumentava l’infiammazione del grasso epicardico.

Un precedente studio – ancora una volta italiano – aveva trovato un legame particolare tra la carenza di vitamina D e i casi più gravi di arteriosclerosi, ovvero di perdita di elasticità delle arterie. Il lavoro condotto da Monica Verdoia e Giuseppe De Luca dell’OspedaleMaggiore della Carità e Università di Novara aveva evidenziato che i pazienti con una bassa concentrazione di vitamina D nel sangue avevano un rischio quasi doppio di soffrire di una patologia alle coronarie rispetto a chi aveva livelli normali di vitamina D nel sangue. La vitamina D è la vitamina del sole: il nostro corpo è capace di sintetizzarla e produrla grazie al sole.

Esponendosi ai raggi solari nel modo corretto – dai 15 ai 20 minuti al giorno per 4 giorni, scoprendo gambe, braccia e viso - il nostro corpo è in grado di produrne fino all’80 per cento del suo fabbisogno. Anche a tavola si può fare molto: il consumo regolare di salmone, tonno, sardine, aringhe e uova (oltre all’olio di fegato di merluzzo) aiuta a mantenere alto il livello di vitamina D nel sangue.

Fonte:

http://www.huffingtonpost.it/2014/10/28/vitamina-d-cuore-alimenti_n_6062272.html

Tintarella intelligente

Sì all'esposizone ai raggi uv ma nel rispetto del buon senso e dell'intelligenza.

L'abbronzatura presa senza adeguate precauzioni può rappresentare un pericolo per la pelle. E' importante perciò valutare attentamente gli inconvenienti che un'esposizione prolungata ai raggi UV può arrecare alla salute: trattando bene la nostra pelle si otterrà un'abbronzatura intelligente, più duratura, priva di antipatici effetti collaterali e, soprattutto, sicura e benefica.

L'esposizione sconsiderata ai raggi uv può invece determinare gravi danni alle pelle.

I raggi UV stimolano la produzione di vitamina D endogena, che favorisce l'assorbimento del calcio svolgendo un'azione preventiva contro malattie debilitanti quali il rachitismo. La vitamina D sembra inoltre giocare un ruolo importante nello sviluppo dei tumori anche cutanei. L'esposizione ai raggi UV può avere effetti benefici nel trattamento di patologie quali la psoriasi, la dermatite atopica e la dermatite seborroica. Da non sottovalutare inoltre è la positiva azione psicologica della luce solare, legata al senso di benessere e calore che deriva da un'esposizione equilibrata.

Il ruolo fondamentale del sole nel metabolismo della vitamina D

Senza una sufficiente vita all'aria aperta, soprattutto d'estate, incombe il rischio di rachitismo per i bambini. Esisterebbe anche una correlazione tra un ridotto apporto di vitamina D e alcuni tumori come il cancro del seno, della prostata e del colo

Gli integratori, che sempre più spesso vengono dati anche in età pediatrica, servono a ben poco se non accompagnati da uno stile di vita attivo, all'aria aperta, specialmente d'estate.

Tra gli elementi più utili ai bambini c'è certamente la vitamina D, che i bambini assumono specialmente bevendo latte. Si tratta di una vitamina essenziale per il corretto sviluppo di denti e ossa ma anche per l'assorbimento intestinale di calcio e fosforo. Il latte non è però sufficiente.

Sono pochi gli alimenti che contengono quantità apprezzabili di vitamina D. A parte l’olio di fegato di merluzzo, che ne è molto ricco, soltanto i pesci grassi, come l’aringa, il tonno, il salmone e in misura minore le uova, ne contengono quantità significative dal punto di vista nutrizionale. Si tratta, però, di alimenti che non sono consumati con grande frequenza nella dieta mediterranea.

Una carenza di vitamina D, nei bambini, può portare al rachitismo, patologia causata da un difetto di ossificazione delle ossa in formazione. I sintomi più frequenti del rachitismo sono: pallore, difficoltà ad alzarsi in piedi ed affaticamento, nonché una elevata frequenza ad ammalarsi  diraffreddori ed influenze. Inoltre, la deformazione della cassa toracica tipica del rachitismo rende la respirazione difficile e può causare bronchite e broncopolmonite.

E' quindi fondamentale la dieta ma anche il gioco all'aria aperta. Non è un caso che la cura prevista per il rachitismo consista nell’assunzione di integratori di vitamina D, ma anche l’esposizione ai raggi ultravioletti o la semplice elioterapia.

Sono, infatti, le radiazioni ultraviolette (in particolare i raggi UVB) presenti nella luce solare ad indurre la pelle ad attivare la vitamina D.

Il fabbisogno quotidiano di vitamina D varia a seconda dell’età:

- 400 UI (= 0,025 mcg) dalla nascita fino al primo anno di età
- 600 UI dal primo anno di vita in poi. Questo apporto può aumentare se i bambini non vengono esposti al sole
- 1000-1500 UI per gli adulti sani
- 2300 UI per gli anziani

La vitamina D non fa infatti bene solo ai più piccoli.

Esisterebbe una correlazione tra un ridotto apporto di vitamina D e alcuni tumori come il cancro del seno, della prostata e del colon oltre che una maggior predisposizione alle malattie autoimmuni. È quello che diversi studi epidemiologici suggerirebbero. Il motivo deriverebbe dal fatto che i recettori per la vitamina D sono presenti sia sui linfociti T, sia sui macrofagi, cellule fondamentali per il nostro sistema immunitario.

Oltre a una dieta ricca di vitamina D tutti dovrebbero quindi fare quotidianamente una passeggiata al sole affinché la vitamina D si attivi. Circa 10-15 minuti al giorno d’estate e 20-30 minuti in inverno tra le ore 11 e le 15 quando i raggi ultravioletti sono più attivi.

fonte:

http://www.teatronaturale.it/tracce/salute/19609-il-ruolo-fondamentale-del-sole-nel-metabolismo-della-vitamina-d.htm

L'osteoporosi si previene con l'abbronzatura

La malattia delle ossa che colpisce principalmente le donne si può combattere grazie alla luce solare, che stimola la produzione di vitamina D.

L'osteoporosi è una malattia che colpisce circa l'80% delle donne over 65 anni ed è proprio di fronte a dati allarmanti come questo che i programmi di prevenzione cercano di informare il più possibile, istituendo la Giornata mondiale dell'osteoporosi durante la quale si forniscono tutte le informazioni più utili: cruciale per questa malattia è la vitamina D, che aiuta il corretto assorbimento del calcio per denti e ossa.

Il professor Giancarlo Isaia, presidente della Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), ha rivelato:

"L’osteoporosi è una malattia che in Italia colpisce 4,5 milioni di persone e va quindi trattata come una patologia di priorità sanitaria e sociale. Facendo cultura su questo tema, risultano alti i benefici attesi in termini di qualità di vita dei pazienti e di costi sociali sensibilmente abbattuti. Il percorso di prevenzione è articolato ma uno stile di vita corretto, con attività fisica all’aria aperta, alimentazione equilibrata ed esposizione al sole è sicuramente un buon punto di partenza"

Tra i principali fattori che aiutano la vitamina D a "fissarsi" per la corretta calcificazione di denti e ossa c'è infatti la luce solare: grazie all'esposizione al sole, infatti, il deidrocolesterolo presente sulla nostra pelle si trasforma in colecalciferolo, ovvero la vitamina D3 che è la tipoligia di vitamina D presente nei mammiferi.

Per questo gli esperti SIOMMMS consigliano di esporsi al sole per almeno 15-20 minuti al giorno, facendo attenzione a proteggere correttamente la pelle.

L’estate è il periodo dell’anno in cui c’è più luce e durante le vacanze è più facile prendere il sole, stimolando quindi la sintesi di Vitamina D. Esponendosi ai raggi solari per 20 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana, scoprendo almeno le braccia, il viso e le gambe e assumendo alimenti come olio di fegato di merluzzo (10.000 UI per 100 gr.), sgombro sotto sale (1.006 UI per 100 gr.), anguilla (932) e salmone affumicato (685) è possibile ottenere una riduzione sensibile del rischio di fratture dato dalla fragilità ossea.

Gli integratori di vitamina D sono utili soltanto in caso di conclamata carenza di questa vitamina, altrimenti è bene evitare di consumarli.

fonte:

http://www.benessereblog.it/post/113514/losteoporosi-si-previene-con-labbronzatura