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I post taggati con "abbronzatura"

Tintarella intelligente

Sì all'esposizone ai raggi uv ma nel rispetto del buon senso e dell'intelligenza.

L'abbronzatura presa senza adeguate precauzioni può rappresentare un pericolo per la pelle. E' importante perciò valutare attentamente gli inconvenienti che un'esposizione prolungata ai raggi UV può arrecare alla salute: trattando bene la nostra pelle si otterrà un'abbronzatura intelligente, più duratura, priva di antipatici effetti collaterali e, soprattutto, sicura e benefica.

L'esposizione sconsiderata ai raggi uv può invece determinare gravi danni alle pelle.

I raggi UV stimolano la produzione di vitamina D endogena, che favorisce l'assorbimento del calcio svolgendo un'azione preventiva contro malattie debilitanti quali il rachitismo. La vitamina D sembra inoltre giocare un ruolo importante nello sviluppo dei tumori anche cutanei. L'esposizione ai raggi UV può avere effetti benefici nel trattamento di patologie quali la psoriasi, la dermatite atopica e la dermatite seborroica. Da non sottovalutare inoltre è la positiva azione psicologica della luce solare, legata al senso di benessere e calore che deriva da un'esposizione equilibrata.

Il ruolo fondamentale del sole nel metabolismo della vitamina D

Senza una sufficiente vita all'aria aperta, soprattutto d'estate, incombe il rischio di rachitismo per i bambini. Esisterebbe anche una correlazione tra un ridotto apporto di vitamina D e alcuni tumori come il cancro del seno, della prostata e del colo

Gli integratori, che sempre più spesso vengono dati anche in età pediatrica, servono a ben poco se non accompagnati da uno stile di vita attivo, all'aria aperta, specialmente d'estate.

Tra gli elementi più utili ai bambini c'è certamente la vitamina D, che i bambini assumono specialmente bevendo latte. Si tratta di una vitamina essenziale per il corretto sviluppo di denti e ossa ma anche per l'assorbimento intestinale di calcio e fosforo. Il latte non è però sufficiente.

Sono pochi gli alimenti che contengono quantità apprezzabili di vitamina D. A parte l’olio di fegato di merluzzo, che ne è molto ricco, soltanto i pesci grassi, come l’aringa, il tonno, il salmone e in misura minore le uova, ne contengono quantità significative dal punto di vista nutrizionale. Si tratta, però, di alimenti che non sono consumati con grande frequenza nella dieta mediterranea.

Una carenza di vitamina D, nei bambini, può portare al rachitismo, patologia causata da un difetto di ossificazione delle ossa in formazione. I sintomi più frequenti del rachitismo sono: pallore, difficoltà ad alzarsi in piedi ed affaticamento, nonché una elevata frequenza ad ammalarsi  diraffreddori ed influenze. Inoltre, la deformazione della cassa toracica tipica del rachitismo rende la respirazione difficile e può causare bronchite e broncopolmonite.

E' quindi fondamentale la dieta ma anche il gioco all'aria aperta. Non è un caso che la cura prevista per il rachitismo consista nell’assunzione di integratori di vitamina D, ma anche l’esposizione ai raggi ultravioletti o la semplice elioterapia.

Sono, infatti, le radiazioni ultraviolette (in particolare i raggi UVB) presenti nella luce solare ad indurre la pelle ad attivare la vitamina D.

Il fabbisogno quotidiano di vitamina D varia a seconda dell’età:

- 400 UI (= 0,025 mcg) dalla nascita fino al primo anno di età
- 600 UI dal primo anno di vita in poi. Questo apporto può aumentare se i bambini non vengono esposti al sole
- 1000-1500 UI per gli adulti sani
- 2300 UI per gli anziani

La vitamina D non fa infatti bene solo ai più piccoli.

Esisterebbe una correlazione tra un ridotto apporto di vitamina D e alcuni tumori come il cancro del seno, della prostata e del colon oltre che una maggior predisposizione alle malattie autoimmuni. È quello che diversi studi epidemiologici suggerirebbero. Il motivo deriverebbe dal fatto che i recettori per la vitamina D sono presenti sia sui linfociti T, sia sui macrofagi, cellule fondamentali per il nostro sistema immunitario.

Oltre a una dieta ricca di vitamina D tutti dovrebbero quindi fare quotidianamente una passeggiata al sole affinché la vitamina D si attivi. Circa 10-15 minuti al giorno d’estate e 20-30 minuti in inverno tra le ore 11 e le 15 quando i raggi ultravioletti sono più attivi.

fonte:

http://www.teatronaturale.it/tracce/salute/19609-il-ruolo-fondamentale-del-sole-nel-metabolismo-della-vitamina-d.htm

L'osteoporosi si previene con l'abbronzatura

La malattia delle ossa che colpisce principalmente le donne si può combattere grazie alla luce solare, che stimola la produzione di vitamina D.

L'osteoporosi è una malattia che colpisce circa l'80% delle donne over 65 anni ed è proprio di fronte a dati allarmanti come questo che i programmi di prevenzione cercano di informare il più possibile, istituendo la Giornata mondiale dell'osteoporosi durante la quale si forniscono tutte le informazioni più utili: cruciale per questa malattia è la vitamina D, che aiuta il corretto assorbimento del calcio per denti e ossa.

Il professor Giancarlo Isaia, presidente della Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), ha rivelato:

"L’osteoporosi è una malattia che in Italia colpisce 4,5 milioni di persone e va quindi trattata come una patologia di priorità sanitaria e sociale. Facendo cultura su questo tema, risultano alti i benefici attesi in termini di qualità di vita dei pazienti e di costi sociali sensibilmente abbattuti. Il percorso di prevenzione è articolato ma uno stile di vita corretto, con attività fisica all’aria aperta, alimentazione equilibrata ed esposizione al sole è sicuramente un buon punto di partenza"

Tra i principali fattori che aiutano la vitamina D a "fissarsi" per la corretta calcificazione di denti e ossa c'è infatti la luce solare: grazie all'esposizione al sole, infatti, il deidrocolesterolo presente sulla nostra pelle si trasforma in colecalciferolo, ovvero la vitamina D3 che è la tipoligia di vitamina D presente nei mammiferi.

Per questo gli esperti SIOMMMS consigliano di esporsi al sole per almeno 15-20 minuti al giorno, facendo attenzione a proteggere correttamente la pelle.

L’estate è il periodo dell’anno in cui c’è più luce e durante le vacanze è più facile prendere il sole, stimolando quindi la sintesi di Vitamina D. Esponendosi ai raggi solari per 20 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana, scoprendo almeno le braccia, il viso e le gambe e assumendo alimenti come olio di fegato di merluzzo (10.000 UI per 100 gr.), sgombro sotto sale (1.006 UI per 100 gr.), anguilla (932) e salmone affumicato (685) è possibile ottenere una riduzione sensibile del rischio di fratture dato dalla fragilità ossea.

Gli integratori di vitamina D sono utili soltanto in caso di conclamata carenza di questa vitamina, altrimenti è bene evitare di consumarli.

fonte:

http://www.benessereblog.it/post/113514/losteoporosi-si-previene-con-labbronzatura

I raggi solari prolungano la speranza di vita!

Lo dimostra uno studio osservazionale a lungo termine condotto in Svezia su 30.000 donne.

L’esposizione ai raggi del sole e la pelle chiara sono i principali determinanti per la produzione di vitamina D, ma anche fattori di rischio per il melanoma cutaneo. In uno studio ventennale condotto su 30.000 donne, alcuni ricercatori svedesi hanno studiato l’influenza dei raggi solari sulla mortalità per qualsiasi causa.

Per creare il quadro di riferimento inziale dello studio, le partecipanti hanno fornito ai ricercatori informazioni dettagliate sulle proprie abitudini di esposizione al sole. Gli scienziati hanno scoperto che la mortalità per qualsiasi causa era inversamente proporzionale alle abitudini di esposizione al sole. Nelle donne che evitavano di esporsi ai raggi solari il tasso di mortalità era il doppio di quello riscontrato nelle donne che trascorrevano gran parte del tempo al sole.

"Nel loro studio osservazionale, i ricercatori svedesi hanno dimostrato che evitare l’esposizione ai raggi solari incrementa la mortalità per qualsiasi causa. Nei Paesi dove la luce solare scarseggia, consigliare di proteggersi da o addirittura evitare l’esposizione ai raggi solari può persino costituire un rischio per la salute delle donne”, dichiara Ad Brand del Sunlight Research Forum (SRF).

ll Sunlight Research Forum (SRF) è un’organizzazione senza scopo di lucro con sede nei
Paesi Bassi, il cui intento è divulgare i risultati delle più recenti ricerche in campo medico e scientifico relative agli effetti sugli esseri umani di una moderata esposizione ai raggi UV.

Fonte in lingua originale:

http://www.lifepr.de/pressemitteilung/sunlight-research-forum/Sunlight-extends-life-expectancy/boxid/481813

Ò sole mio: quando l’abbronzatura diventò moda

protezione-solare(2)92071817

È arrivata la primavera e con essa le belle giornate, la temperatura aumenta, si scopre il corpo e la voglia di una gita al mare si fa sentire sempre più. Ma davvero è stato sempre così? Scopriamo insieme la storia dell’abbronzatura.

Rinascimento i nobili erano soliti uscire poco e potevano contare sulla servitù per svolgere ogni tipo di attività, essi perciò si esponevano poco al sole e la loro pella era bianca e candida come la neve mettendo in evidenza le vene di colore scuro, da qui l’espressione “sei di sangue blu” per indicare un nobile. La carnagione pallida differenziava i nobili dal resto del popolo, dedito in genere a lavorare nei campi o all’aperto e quindi ad avere una carnagione più scura. Bisogna aspettare il Novecento per veder cadere il mito del candore della pelle soppiantato da quello dell’abbronzatura. Una pelle ambrata, leggermente scura negli anni Venti era sinonimo di benessere e di vacanza, fu la stilista francese Coco Chanel tra le prime a lanciare questa tendenza. Da lì a poco questa moda si sarebbe diffusa in tutto il mondo.
Oggi esistono addirittura metodi per un’abbronzatura reale usando mezzi artificiali quali lampade o auto abbronzanti.

E adesso non resta che indossare il costume e godersi il sole, amico/nemico della nostra pelle, per una tintarella da invidia!

Fonte:

http://www.trinacrianews24.it/2014/04/05/sole-mio-quando-labbronzatura-divento-moda/