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Messaggio di "2013" maggio

Tutto quello che c'è da sapere sull'abbronzatura spray

Abbronzatura spray

Per chi non la conoscesse si tratta di un cosmetico a tutti gli effetti che consente di ottenere, già dopo la prima applicazione e in pochi minuti, un colorito intenso e omogeneo.

Ma più nello specifico, di cosa si tratta?

Quali sostanze ci sono alla base?

Può essere dannosa per la pelle?

Gli abbronzanti spray sfruttano le proprietà dell’acido docosaesaenoico, o meglio conosciuto come DHA (il suo derivato è stato approvato già nel 1993 dall’Amministrazione Federale di alimenti e medicinali -FDA-).

Tale sostanza viene estratta dalla canna da zucchero ed è per questa ragione una sostanza atossica e di origine naturale; leggendo le etichette dei prodotti per l’abbronzatura in commercio, infatti, sarà molto facile trovarlo come componente di base di molti di essi. 

In sé e per sé il colore brunastro dell’abbronzatura deriva dalla reazione chimica che ha luogo tra il DHA e la cheratina, proteina naturalmente presente sulla nostra pelle: in questo modo si verifica la comparsa di pigmenti colorati che  donano il tipico colorito estivo.

Come si deduce, la melanina non viene stimolata dall’abbronzante, né tantomeno subisce modifiche (non essendo minimamente coinvolta in tale reazione): questo accade perché lo spray è in grado di penetrare esclusivamente lo strato più superficiale della pelle.

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Dalla vitamina D un aiuto contro l'asma

Vitamina D per curare l’asma

Genova - L’esposizione al sole, attraverso la conseguente produzione di vitamina D, può migliorare lo stato di salute nei pazienti che soffrono di asma, malattia cronica del sistema respiratorio che colpisce milioni di persone nel mondo. E’ quanto sostenuto da uno studio realizzato da un gruppo di ricerca del King’s College di Londra e pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology.

Nonostante il trattamento di pazienti asmatici attraverso la vitamina D non sia ancora stato testato, i ricercatori sostengono che questa vitamina ha il beneficio di tranquillizzare la parte iperattiva del sistema immunitario che causa l’asma e, una sua carenza, può peggiorare i sintomi della malattia. Nel dettaglio, i ricercatori inglesi hanno studiato l’impatto della " vitamina del sole" sull’interleuchina -17, una sostanza chimica che aiuta a scongiurare le infezioni ma, se prodotta in quantità eccessive, può aggravare lo stato di salute dei pazienti asmatici, riducendo la capacità di risposta ai farmaci steroidei.

Dopo aver monitorato ventotto pazienti, i ricercatori inglesi, guidati dalla professoressa Caterina Hawrylowicz, hanno osservato che i livelli d’interleuchina-17 diminuivano in maniera considerevole proprio in relazione alla produzione di vitamina D.

Fonte:

http://www.ilsecoloxix.it/p/magazine/2013/05/20/APsvVaZF-contro_vitamina_aiuto.shtml

Pressione, la cura del sole e delle lampade a raggi UV

L'abbronzatura fa bene, gli esperti: "Raggi Uv contro infarti e ictus"

Finora gli esperti sembravano essere di diverso avviso. E infatti nonhanno mai lesinato in consigli e allarmisti. Ma a ribaltare concezioni chesembravano sedimentate ci ha provato un coraggioso studioso scozzere, Richard Weller. Il quale è convinto che l’esposizione al sole faccia piùbene che male. Come ha preannunciato la Bbc – la ricerca completasarà presentata domani alla conferenza “International Investigative Dermatology” di Edimburgo – il dermatologo è persino convinto che ibenefici offerti dalla tintarella superino di gran lunga il rischio di tumoridella pelle legato a una cattiva e prolungata esposizione.
Una tesi certamente provocatoria, ma corroborata da un approfonditostudio. Secondo il professor Weller e il suo staff dell'università diEdimburgo, i raggi UV infatti riducono la pressione del sangue e quindi ilrischio di infarto e ictus. Di questo lui e la sua equipe se ne sarebberoaccorti a conclusione di un trial che ha coinvolto 24 volontari. I quali sonostati oggetto di esposizione a lampade abbronzanti mentre la loropressione sanguigna era monitorata in tutto l’arco della giornata.
Per la precisione, in un primo esperimento i partecipanti si sonopropriamente abbronzati con le lampade, nel secondo le lampadesparavano solo calore ma non raggi UV. Risultato? In questo modo si èvisto che, già dopo un'ora, l'esposizione ai raggi UV (gli stessi del sole)abbassa la pressione del sangue in modo considerevole. Il solo caloredelle lampade non sortiva alcun effetto benefico. I raggi UV attivano laproduzione di un cosiddetto composto salva-cuore, l'ossido di azoto, cheinfatti ha il potere di abbassare la pressione del sangue.

Pubblicato anche su:
http://www.farmacia.it/index.php/news/articolo/10/11364
http://www.ogginotizie.it/241131-la-039-abbronzatura-fa-bene-gli-esperti-aquot-raggi-uv-contro-infarti-e-ictusaquot/#.UYtUIrUqyrs

Dal sole benefici salute superano rischi

 

Studio, esposizione a raggi UV potrebbe ridurre infarti e ictus

(ANSA) - ROMA, 8 MAG - I benefici dell'esposizione al sole superano il rischio di tumori della pelle per una cattiva esposizione: e' la provocatoria idea che emerge da uno studio scozzese reso noto dalla Bbc. Condotto dal dermatologo Richard Weller dell'universita' di Edimburgo, lo studio ha coinvolto 24 volontari sottoposti a lampade abbronzanti. La ricerca rivela che i raggi UV riducono la pressione del sangue e il rischio di infarto e ictus, attivando la produzione di un composto 'salva-cuore', l'ossido di azoto.

La mancanza di vitamina D e sole nella genesi del rachitismo

Il rachitismo compare perché l’osso per mantenere la sua struttura rigida e forte, ha bisogno di rimodulare continuamente la composizione minerale e per mantenersi sano deve avere a disposizione adeguate quantità di calcio e di vitamina D.

I minerali più importanti nel processo di ossificazione sono: il calcio ed il fosforo a questi si aggiungono l’ossigeno e l’idrogeno, i materiali si ricompongono in cristalli ben organizzati garantendo così la struttura ben solida del tessuto osseo. La vitamina D assolve il compito più importante, ovvero, quello di fissare il calcio e renderlo stabile. Alcune volte può capitare che l’organismo vada in carenza sia di calcio che di vitamina D in contemporanea, ebbene, quando questo accade, sono necessari non più di un paio di mesi, per veder comparire i primi segni di rachitismo. A mostrare le deformità ossee tipiche sono soprattutto i bambini nati prematuri o nati da madri già in carenza di vitamina D durante la gravidanza. Generalmente il rachitismo si manifesta verso la fine del primo anno del bambino con difficoltà a camminare, infatti, iniziano a camminare o a star seduti più tardi del normale. 

Il quadro più importante del rachitismo è rappresentato dalla carenza di calcio, soprattutto nei bambini sotto i 6 mesi di vita. L’ipocalcemia alcune volte è il primo sintomo mentre i segni radiologici fanno la loro comparsa più tardi. Altre volte sono le convulsioni o il laringospasmo, a lanciare il primo segnale, oppure può essere una cardiomiopatia, un’ipotonia muscolare con conseguente aggravamento della situazione motoria. I piccoli affetti da rachitismo non solo iniziano a camminare più tardi ma le deformazioni del torace possono ostacolare la respirazione, favorendo lo sviluppo di bronchiti e broncopolmoniti ricorrenti. Se il problema è ben evidente, l’unica cosa da fare è la somministrazione di vitamina D al dosaggio di 1.600 UI al giorno per circa un mese ma la vera terapia è la prevenzione. La mamma in attesa dovrebbe assumere regolarmente una buona quantità di provitamina D e esporsi all’irradiazione solare UVB almeno 15 minuti tutti i giorni con gambe e braccia scoperte. E’ il potere delle radiazioni ultraviolette sulla pelle a consentire la trasformazione della provitamina D in vitamina.

fonte Tiscali:

http://lifestyle.tiscali.it/mamma_bimbo/feeds/13/04/15/t_54_20130415_news_00120.html